Psicopatologia

Cambridge University: propanolo usato nell trattamento della dipendenza da alcol

fonte: www.cufrad.it

ALCOHOLISM_3.275182027_std
Ansiolitici per alcolisti? Con il propanolo dimentichi di volere un drink
Agli alcolisti verrà dato un farmaco, generalmente usato per trattare i disturbi dell’ansia e alcune patologie cardiache, nella speranza che li aiuti a smettere di bere definitivamente. Gli scienziati della Cambridge University ritengono che il propanolo possa bloccare alcune delle voglie che affliggono i tossicodipendenti. E annunciano di voler cominciare una prima sperimentazione clinica, a livello mondiale, entro la fine dell’anno.

I ricercatori sperano che l’assunzione del farmaco possa aiutare a prevenire quello che chiamano “cue-drug memory”, ovvero quel meccanismo in base al quale alcune persone e luoghi strettamente legati alla propria “storia alcolica” generano un impulso inconscio a bere. Continua...

Quando il gioco d'azzardo diventa malattia

fonte: www.cufrad.it

02bc20234f0598ab01632672b5f6
Quando il gioco d'azzardo diventa malattia: gli studi del professor Pietrini
Il gioco d'azzardo sta diventando una vera emergenza sociale. Sono sempre di più le persone che dilapidano tutti i propri averi alle slot machine, al poker online o al lotto. Ma per capire cosa ci spinge a giocare la troupe di "Cosmo", la trasmissione di divulgazione scientifica in onda domenica 11 marzo alle 23.40 su Rai 3, è andata a Pisa per intervistare il Prof. Pietro Pietrini, direttore dell'Unità operativa universitaria di Analisi chimico-cliniche specialistiche dell'Aoup e studioso dei meccanismi cerebrali che regolano emozioni e comportamento.

Il giornalista della trasmissione si è sottoposto, all'interno della Radiodiagnostica I universitaria diretta dal Prof. Carlo Bartolozzi, allo stesso esperimento che il gruppo del Prof. Pietrini realizzò alla fine degli anni '90, insieme alla Prof.ssa Tiziana Zalla dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi. Continua...

Nuove dipendenze: analisi attuale del fenomeno

Fonte: http://www.cufrad.it

Pasted Graphic
Se ne parla da tempo perché il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali da non poter più passare inosservato. Oggi anche la bibbia delle patologie mentali, il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), dedica ai comportamenti additivi un numero crescente di pagine che, con la nuova edizione, il DSM-V, salirà a trecento.

Sono le nuove dipendenze, quelle da gioco, shopping, sport, sesso, lavoro, internet, trasversali alla popolazione e parzialmente slegate dalla situazione socio-economica degli individui, a differenza delle dipendenze da sostanze, come le droghe o l'alcol.

"In Italia, la spesa annuale per il gioco ha raggiunto quota 75 miliardi, circa 1300 euro a testa, escludendo i lattanti e gli ultra-centenari. Un giro d'affari che ci pone al primo posto in Europa e al terzo nella classifica mondiale. Con quasi 800mila giocatori compulsivi di cui 6mila in trattamento, quella da gioco d'azzardo è la dipendenza con la curva di crescita più significativa". Sono le poderose cifre esposte da Alfio Lucchini, presidente nazionale della Federazione Italiana degli operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerd) e Direttore Dipartimento Dipendenze ASL Milano 2, nel corso dell'incontro "Università-Città Le parole che ho in mente", organizzato dalla Facoltà di Scienze Cognitive dell'Università di Trento. Continua...

Stress Fattore umano e malattia

Dal 3 al 7 maggio 2011 si è svolto a Los Angeles l’80° convegno scientifico organizzato dall’A.S.M.A. (Aerospace Medical Association). All’evento, il più importante al mondo in materia, considerata la vasta audience e l’alto livello di trattazione delle tematiche (Aviation, Space and Environmental Medicine- March 2009- Volume 80, Issue3), ha partecipato con fattivo interesse una delegazione di ufficiali medici guidata dal Generale medico Ottavio SARLO, Capo del Corpo Sanitario dell’Aeronautica Militare.

Il contributo dei medici italiani è stato significativo ed ha riguardato vari aspetti della fisiologia umana in campo aeronautico. Di particolare interesse, però, sono stati due importanti studi attinenti le problematiche dello stress in ambito volativo: “Stress related syndromes; a new nosographic approach in aircrew” e “Neurocognitive performance in aircrew in treatment with antidepressant”. Quest’ultimo, in ragione anche dei suoi risvolti applicativi, è stato considerato di grande importanza classificandosi al secondo posto su 153 nella speciale graduatoria riservata agli studi innovativi nel settore della medicina aerospaziale. Continua...

Stress Related Syndromes in Aircrew: Does the pharmacological treatment affect the performance?

Autori: Lt. Col. (Med.) Izzo S.*, Col (Med.) Arduino G.**, Maj. Calanna P. (Psy)***

* Italian Air Force Aeromedical Institute; ** Italian Society of Aerospace Psychiatry and Psychology; *** Italian Air Force Selection Centre

Introduction: Chronic condition of stress can lead to the onset of mood and anxiety disorders. The incidence of these psychological dysfunctions is getting higher in the general population as well as in the aircrew community.
According to WHO depression, in particular, is expected to become the 2nd inhabiliting disease in 2010. The guidelines for the treatment of the mood and anxiety disorders consider the early and long-term use of antidepressant Selective Serotonin/Noradrenaline Reuptake Inhibithors (SSRIs) or (SNRIs). The upcoming data from clinical studies seem to confirm the efficacy and tolerability of the psychopharmacological treatments, with any significant effect on the neurocognitive performance.

Methods: Comparison of two groups, control (50 healthy subjects) and “pathological” (50 subjects in clinical remission of anxiety and depression) taking antidepressants, on their performance at the: tachistoscope, tremor test, mental efficiency test, visual response test.

Results: No significant difference between the two groups has been founded.

Conclusion: The results show that the neurocognitive performance of subject taking for long term (at least 6 months) antidepressant SSRIs or SNRIs is largely comparable with the control group. According to the international guidelines, these findings confirm that their use is effective for the treatment of mood and anxiety disorders and suggest that when the clinical condition need it, their use could be allowed, under a right specialistic monitoring, even in the aircrew population.

Performance neurocognitiva del personale operativo di volo in trattamento farmacologi o con SSRI e SNRI

Autori: Dr. Izzo*, Dr. Arduino*, Dr. Velardi*, Dr. Mosticoni**

* Istituto Medico Legale AM, Roma ** Università La Sapienza, Roma

Le terapie psicofarmacologiche con antidepressivi della classe “Selective Serotonin Reuptake Inhibitor (SSRI) o “Serotonin-Noradrenergic Reuptake Inhibitor” (SNRI), si sono ormai affermate come trattamenti di prima scelta per la cura di numerose patologie psichiche.

Tra queste anche quelle rientranti nello spettro ansioso-depressivo le quali, dal punto di vista eziopatogenetico, sono sempre più frequentemente riconducibili alle cosiddette “sindromi da stress” (SdS).
Per ragioni di prudenza, legate alla possibilità di effetti collaterali sul sistema nervoso centrale, soprattutto di tipo “inibente”, l’uso di tali terapie è ancora sconsigliato o addirittura controindicato in soggetti che svolgono attività ad alta performance mentale.

Lo studio mette in evidenza come la performance neurocognitiva di soggetti trattati con SSRI e SNRI, ad eccezione del solo parametro “rapidità di risposta a stimoli ottici luminosi” tra quelli valutati, risulti del tutto sovrapponibile a quella di soggetti di controllo.

Sulla scorta di quanto rilevato anche in altre osservazioni emergono, quindi, importanti spunti per valutare un loro eventuale e sicuro impiego, in caso di necessità, sia come trattamento specifico delle SdS che di prevenzione secondaria nei confronti di tutte le disfunzioni da esse derivanti, anche nel personale aeronavigante.

pdf

Sindromi da stress: nuovo approccio nosografico alle disfunzioni psichiche negli equipaggi di volo

Autori: Dr. Izzo, Dr. Arduino, Dr. Abbenante (Istituto Medico Legale AM, Roma)

Come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incidenza dei disturbi dell’umore e dello spettro ansioso è in aumento e lo “stress” è stato identificato come uno dei principali fattori causali nell’insorgenza di tali disfunzioni e dei loro correlati somatici (cardiovascolari, immunologici, ecc.).

I meccanismi neurobiologici della reazione da stress sono considerati importanti fattori nella patogenesi di molte malattie neuropsichiatriche. Alcuni studi hanno descritto i danni neuroanatomici e neurofunzionali conseguenti a condizioni di stress acuto e cronico ed il loro ruolo nell’insorgenza delle sindromi cliniche.

Sulla base di queste evidenze e in considerazione dell’esistenza di nuovi protocolli terapeutici è possibile considerare una nuova strategia nella valutazione e nel trattamento di tali sindromi, specialmente nel personale aeronavigante, il quale difficilmente accetta di essere dichiarato inabile al servizio.
Un approccio nosografico che sottolinei lo “stress” come fattore etiopatogenetico, in alternativa ai criteri diagnostici psichiatrici tradizionali, potrebbe essere utile per addivenire ad una più efficace valutazione delle sindromi correlate allo stress, nella prospettiva di conseguire risultati efficaci in termini di : prevenzione (psicoeducazione, counseling, psicoterapia, problem solvine, CRM, ecc.); trattamento (uso controllato di farmaci); maggiore flessibilità nel considerare l’idoneità nel corso dei protocolli di visite mediche di rinnovo.

Se opportunamente stabilito nelle normative aeromediche, questo nuovo approccio potrebbe incoraggiare il personale affetto ad intraprendere gli appropriati trattamenti ed essere così monitorato dalle competenti autorità sanitarie.

In base a rilievi statistici, il rischio che personale aeronavigante eserciti il proprio servizio in condizioni compromesse, con tendenza alla cronicizzazione, è molto alto.
In conclusione: “Voleresti con questo pilota ? …. stressato, che nasconde la sua condizione o usa farmaci e sostanze inappropriate solo perché le normative non consentono trattamenti specifici e corre il rischio di essere messo a terra? ”.

Un differente approccio al problema, in molti casi, potrebbe consentire di affrontare molte situazioni disfunzionali con strategie terapeutiche sicure e ben definite, al fine di garantire una maggiore tutela per tale categoria professionale.

ADHD: se trascurato può favorire alcolismo e tossicodipendenza

Fonte: http://www.cufrad.it/

Quando la testa 'non c'è'
Colpa dell'Adhd - Attention Deficit Hyperactivity Disorder, un disturbo caratterizzato da disattenzione, impulsività e iperattività motoria.

adhd
Può determinare alcolismo e tossicodipendenza. Ed è spesso trascurato di Maurizio Righetti Ci sono delle disfunzioni di natura psicologica che, specie se non trattate, creano problemi seri nel periodo scolare, ma anche quando si diventa adulti. Uno di questi è l'Adhd - Attention Deficit Hyperactivity Disorder, un disturbo neurobiologico a esordio nell'età evolutiva caratterizzato da disattenzione, impulsività e iperattività motoria. Se ne è parlato a Roma nel corso del XVI congresso nazionale della Società italiana di Psicopatologia (Sopsi).

La sindrome, come spiegano Paolo Curatolo (Direttore Uoc di Neuropsichiatria infantile al Policlinico di To Vergata, Roma) e Giulio Perugi (Clinica Psichiatrica Università di Pisa - Istituto Scienze del comportamento "G.DE Lisio", Pisa), può essere classificata in tre forme cliniche differenti: una "classica" caratterizzata da iperattività, impulsività e disturbo dell'attenzione, una forma meno frequente e più difficile da riconoscere in cui compare solamente il deficit di attenzione (presente soprattutto nelle femmine), una terza contraddistinta prevalentemente da iperattività e impulsività. Accanto a queste forme possono essercene apparentemente altre, determinate dal sommarsi del disturbo di base con sindromi comportamentali secondarie o con altri disturbi psichiatrici (comorbilità). Continua...

Nel 2013 i narcisisti patologici scompariranno dal DSM-V

narciso_caravaggio
Roma, 21 feb. (Adnkronos Salute) – I narcisisti patologici sono un esercito che cresce sempre di più. Le stime parlano di percentuali che vanno dall’1 al 4% della popolazione, ma per gli ‘addetti ai lavori’ si tratta di un dato sottostimato. Questo disturbo della personalità, infatti, trova terreno favorevole in molti ‘vizi’ della nostra società, dal culto del corpo all’ossessione per la ribalta televisiva (o politica), dalla comunicazione che rimane virtuale e superficiale fino alla dipendenza dalle droghe spesso legata a questa disfunzione. Eppure il narcisismo ‘malato’, come altri disturbi della personalità – paranoide, istrionico e dipendente – rischiano di sparire dall’elenco dei disturbi mentali riconosciuti. Continua...

IV Convegno scientifico di neuroscienze e psicologia del lavoro

Titolo: Sonno e fatica
Quando: 20 e 21 ottobre 2010
Dove: Palazzo Marini – Sala Conferenze Via del Pozzetto n. 158 - 00100 Roma

Sommario: Il Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare nel 2007 ha avviato un percorso formativo e di ricerca in merito alle più recenti acquisizioni nell’ambito della vasta ed affascinante disciplina delle neuroscienze comprendendo, tra le varie le branche, quella della neurobiologia e della psicologia del lavoro.
Continuando così in tale ambito, con questo quarto convegno si è voluto affrontare il tema della sonno con i disturbi ad esso correlati e della fatica con particolare riferimento a quella di tipo operazionale.
Gli obiettivi di tale convegno sono, quindi, quelli di fornire ai frequentatori, medici specialisti in psichiatria, in medicina del lavoro ed in medicina legale e psicologi, le più recenti conoscenze in tali ambiti disciplinari.