Neuropsicologia

Quando il gioco d'azzardo diventa malattia

fonte: www.cufrad.it

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Quando il gioco d'azzardo diventa malattia: gli studi del professor Pietrini
Il gioco d'azzardo sta diventando una vera emergenza sociale. Sono sempre di più le persone che dilapidano tutti i propri averi alle slot machine, al poker online o al lotto. Ma per capire cosa ci spinge a giocare la troupe di "Cosmo", la trasmissione di divulgazione scientifica in onda domenica 11 marzo alle 23.40 su Rai 3, è andata a Pisa per intervistare il Prof. Pietro Pietrini, direttore dell'Unità operativa universitaria di Analisi chimico-cliniche specialistiche dell'Aoup e studioso dei meccanismi cerebrali che regolano emozioni e comportamento.

Il giornalista della trasmissione si è sottoposto, all'interno della Radiodiagnostica I universitaria diretta dal Prof. Carlo Bartolozzi, allo stesso esperimento che il gruppo del Prof. Pietrini realizzò alla fine degli anni '90, insieme alla Prof.ssa Tiziana Zalla dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi. Continua...

Cannabis e alterazione della memoria

fonte: www.cufrad.it

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Un recente studio animale, pubblicato sulla rivista Cell, ha permesso di scoprire le basi neuro-biologiche dell’effetto negativo della marijuana sui processi di memoria e più specificatamente della memoria di lavoro relativa allo spazio. La memoria di lavoro è la capacità di ritenere transitoriamente le informazioni da elaborare, utile per il ragionamento, la comprensione e l'apprendimento. La sua compromissione rappresenta uno degli effetti avversi più importanti dell’intossicazione da cannabinoidi.

Gli autori hanno scoperto che il THC, il maggiore principio psicoattivo contenuto nella marijuana, agisce sulle cellule astrogliali (note anche come astrociti) compromettendo la memoria. Queste cellule sono state a lungo considerate come cellule passive di sostegno per proteggere e nutrire i neuroni, ma negli ultimi anni si sono accumulate evidenze secondo le quali gli astrociti svolgerebbero un ruolo più attivo nel creare i collegamenti da un neurone all'altro.
I ricercatori hanno utilizzato alcuni topi di laboratorio per evidenziare gli effetti neurobiologici della droga, e in particolare sui recettori cannabinoidi di tipo 1 (CB1R). Si è così scoperto come i topi mancanti di CB1R solo sulle cellule gliali siano protetti dai deficit della memoria di lavoro spaziale che, invece, si manifestano negli animali mancanti di CB1R sui neuroni.

I risultati suggeriscono che l’intossicazione da cannabinoidi provoca l’attivazione dei recettori CB1R astrogliali responsabile di alterazioni non solo della memoria di lavoro spaziale, ma anche di altre forme di memoria. La scoperta ha notevoli implicazioni anche per lo studio delle attività degli endocannabinoidi endogeni, agonisti naturali dei recettori CB1R, coinvolti nella memoria, nel dolore, nell’appetito, nella regolazione dell’umore, nella memoria e in molte altre funzioni.

Il computer che trasforma il pensiero in azione

Fonte: http://www.igeacps.it

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Accendere e spegnere la luce, aprire la porta, formulare parole e frasi, ma solo con il pensiero: da un progetto di un team di ricerca guidato da Febo Cincotti, ricercatore della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, finanziato da Fondazione AriSLA per la ricerca sulla SLA, con il contributo di AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, è nato il prototipo di interfaccia cervello-computer che permette di comunicare attraverso gli impulsi del cervello ai pazienti «locked in», cioè in uno stato avanzato della disabilità in cui non si è in grado di muovere neppure gli occhi. Continua...

A neuropsychological approach to understanding risk-taking for potential gains and losses

Fonte: http://www.frontiersin.org/Decision_Neuroscience

Affective neuroscience has helped guide research and theory development in judgment and decision-making by revealing the role of emotional processes in choice behavior, especially when risk is involved.
Evidence is emerging that qualitatively and quantitatively different processes may be involved in risky decision-making for gains and losses. We start by reviewing behavioral work by Kahneman and Tversky (1979) and others, which shows that risk-taking differs for potential gains and potential losses.
Continua...